Valutazione rischio Stress da lavoro correlato

Lo stress da lavoro correlato è un fenomeno in aumento, da gestire per il benessere di lavoratori e imprese.

Dal 31 dicembre 2010 tutti i Documenti di Valutazione dei Rischi devono comprendere la valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

Il Datore di lavoro che non ottemperi a tale obbligo prevenzionistico può incorrere sia nelle sanzioni penali previste dallo stesso D. Lgs. 81/08, sia in quelle stabilite dal codice penale in materia di lesioni colpose connesse alla violazione della disciplina antinfortunistica.

Lo stress da lavoro correlato è il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa riferito più frequentemente ed interessa quasi un lavoratore europeo su quattro Dagli studi condotti emerge che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Il numero di persone che soffrono di stress legato all’attività lavorativa è destinato ad aumentare. Lo scopo della valutazione del rischio stress lavoro correlato è quello di guidare e sostenere datori di lavoro e lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.

DaDa Consulting ha formato un team di esperti di alto livello professionale (comprendente anche psicologi del lavoro) per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, applicabile e adattabile a tutti i settori di attività, pubblici e privati.  La valutazione è effettuata con la collaborazione del dott. Oscar Bertazzi ( psicologo del lavoro dal curriculum degno di nota ) con cui DaDa Consulting ha una lunga storia di collaborazione.

Il 18 novembre 2010 la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a reso pubbliche le indicazioni metodologiche che la Commissione consultiva permanente ha approvato nella riunione del 17 novembre 2010. Viene così a completarsi il quadro normativo per la gestione e valutazione di questa tipologia di rischio.

In ordine cronologico i riferimenti normativi/operativi, che davano indicazioni chiare su come si doveva procedere per la valutazione del rischio stress da lavoro correlato, in modo sintetico sono stati i seguenti:

  • REGIONE LOMBARDIA decreto n° 13559 del 10/12/2009
    • Indirizzi generali per la valutazione e gestione del rischio stress lavorativo alla luce dell’accordo europeo 8.10.2001 (art 28 comma 1 D. LGS. 81/08 e successive modifiche e integrazioni)
  • SPISAL della provincia di Verona Bussolengo, Legnago, Verona (Azienda U.L.S.S. 20 Verona)
  • ISPESL Istituto Superiore per la prevenzione e la Sicurezza del lavoro
    • La valutazione dello stress lavoro-correlato PROPOSTA METODOLOGICA – marzo 2010
    • La valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato – Approccio integrato secondo il modello Management Standard HSE contestualizzato alla luce del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. – maggio 2010
  • C.T.I.P.L.L. Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro
    • Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato GUIDA OPERATIVA – marzo 2010
  • CIRCOLARE del MINISTERO del LAVORO e delle POLITICHE SOCIALI – 18 novembre 2010

 

Le indicazione della circolare del 18 novembre 2010, sistemano ed organizzano la valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Il documento indica comunque un percorso metodologico che rappresenta il livello minimodi attuazione dell'obbligo per tutti i datori di lavoro pubblici e privati.

La valutazione è obbligatoria per tutte le aziende / società con almeno 1 dipendente, con modalità diverse, ma comunque obbligatoria.

La valutazione del rischio è articolata in due fasi:

una sicuramente necessaria denominata Valutazione preliminare

ed un'altra eventuale, da attivare nel caso i risultati della Valutazione preliminare evidenzino rischi da stress lavoro correlato ed i risultati delle misure di correzione adottate si rivelino inefficaci, denominata Valutazione approfondita.

Si inizia con lo specificare che la valutazione è obbligatoria per tutte le aziende/società con almeno 1 dipendente, con modalità diverse, ma comunque obbligatoria. La suddivisione della valutazione consiste in due fasi: una sicuramente necessaria: Valutazione preliminare ed un’altra eventuale, da attivare nel caso i risultati della Valutazione preliminare evidenzino rischi da stress lavoro-correlato ed i risultati delle misure di correzione adottate si rivelino inefficaci: Valutazione approfondita.

La metodologia che noi applichiamo è in grado di valutare il rischio, e non semplicemente di valutare il danno. A differenza di altre metodologie, ed in linea con il concetto di "valutazione del rischio",il metodo da noi applicato, non si propone di individuare patologie da stress già conclamate nei singoli individui (compito che spetta al Medico Competente in sede di sorveglianza sanitaria, eventualmente supportato da altre figure professionali) ma di evidenziare le eventuali criticità presenti nell'ambiente e nella organizzazione del lavoro che possono costituire fonte di stress e che potrebbero, se non adeguatamente identificate, aggredite e risolte, produrre nel tempo patologie a carico dei lavoratori. La nostra metodologia, va ben oltre le indicazioni minime indicate nella circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La metodologia di intervento applicata per la Valutazione preliminare è la seguente:

  1. Incontro del Team con la Direzione Aziendale, ed acquisizione delle principali informazioni sulla organizzazione del lavoro e sui principali macro-indicatori con riferimento alle indicazioni dell’accordo Europeo del 2004.
  2. Incontro del Team con gli attori della prevenzione: RSPP, Medico Competente, RLS oltre che altri eventuali soggetti indicati dalle organizzazioni.
  3. Incontro informativo/formativo con i lavoratori, o con i loro rappresentanti, effettuato dal Team, finalizzato ad illustrare lo scopo e la metodologia di somministrazione, elaborazione e valutazione; in questa fase vengono fornite anche le informazioni tecniche sulla assoluta garanzia di anonimato e non tracciabilità delle risposte.
  4. Incontro informativo/formativo con la Direzione aziendale e somministrazione del questionario validato al referente aziendale designato per ogni specifica area o settore omogeneo in cui è strutturata la società/azienda, alla presenza dell' RLS per la rilevazione degli eventi sentinella, i contenuti del lavoro ed il contesto del lavoro, riferiti a ogni singolo settore omogeneo presente in azienda.
  5. Somministrazione ad una percentuale rappresentativa di lavoratori (suddivisi per gruppi omogenei), di un questionario validato di percezione soggettiva dello stress.
  6. Elaborazione dei dati con un pacchetto statistico specifico per le scienze sociali secondo la metodologia utilizzate.
  7. Stesura della bozza di documento di valutazione dei rischi, con indicazione delle eventuali aree critiche e relative misure correttive.
  8. Presentazione e discussione dei risultati con emissione del documento finale.

Ed è articolata in tre fasi principali:

  1. valutazione indicatori oggettivi di stress al lavoro (compilazione della check list). Punti 1-2-3-4 della Metodologia
  2. valutazione percezione dello stress al lavoro dei lavoratori, attraverso la compilazione di questionari di percezione, analizzati in modo aggregato. Punto 5 della Metodologia
  3. identificazione della condizione di rischio (basso, medio, alto) e pianificazione delle azioni di miglioramento

Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo. La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare, spetta al datore di lavoro con la collaborazione del team.

Nel caso in cui nella Valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive i risultati saranno unicamente riportati nel Documento di Valutazione dei Rischi e verrà previsto un piano di monitoraggio.

Nel caso invece venissero rilevati elementi di rischio stress da lavoro correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procederà alla pianificazione e all'adozione di opportuni provvedimenti di tipo organizzativo, tecnico, procedurale, ecc... Quindi, successivamente, alla verifica della loro efficacia. Ove, tali interventi risultassero inefficaci, di dovrà procedere nei tempi definiti dal team, alla pianificazione degli interventi per la successiva valutazione denominata Valutazione approfondita.

DaDa Consulting si pone come riferimento aziendale per la valutazione del rischio e la pianificazione di eventuali azioni di miglioramento, con la consulenza e collaborazione dei propri tecnici e medici specializzati in psicologia del lavoro.

La valutazione è elaborata e firmata da psicologi del lavoro che sovraintenderanno a tutto il percorso di indagine e valutazione.

Il nostro servizio è suddiviso nelle fasi sopra indicate, quindi i relativi costi si svilupperanno man mano che l’indagine diventerà più approfondita.

Dal mese di ottobre 2010 la somministrazione dei questionari, sia per la Valutazione preliminare che per la Valutazione approfondita può essere fatta anche online da piattaforma informatizzata.

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