Arriva la patente a punti sulla sicurezza in edilizia

Autore: 
Marco Bellinazzo
Fonte: 
Il Sole 24Ore

Una patente a punti per le imprese "sicure" che garantirà una corsia preferenziale per l'accesso agli appalti e ai finanziamenti pubblici.

Tra le novità del correttivo al Testo unico sulla sicurezza del lavoro che sarà al vaglio del Consiglio dei ministri della prossima settimana (con ogni probabilità il 31 luglio), questa si annuncia come una delle più significative, soprattutto per "illustrare" la filosofia seguita dal governo Berlusconi nel rimettere mano al decreto legislativo 81/08 varato alla fine della scorsa legislatura.

In una prima fase, la patente – nell'ambito del più generale sistema di qualificazione e di benefici per imprese e lavoratori autonomi "virtuosi" disciplinato dall'articolo 27 – sarà rilasciata solo alle aziende edili. Ma come suggerito dalle parti sociali, se il meccanismo si dimostrerà efficace potrà essere esteso anche ad altri settori. Per l'ampliamento dell'area serviranno però accordi interconfederali stipulati a livello nazionale tra sindacati e organizzazioni datoriali (a partire, in ogni caso, «dai settori della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico»).

Il sistema di qualificazione dovrà comprendere determinati standard contrattuali e organizzativi nell'impiego della manodopera, anche in relazione agli appalti e alle tipologie di lavoro flessibile utilizzati. Ma come funzionerà la patente? Come per quella di guida, alle imprese e ai lavoratori autonomi che operano nell'edilizia sarà attribuito un punteggio iniziale soggetto a decurtazione in seguito all'accertamento di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'azzeramento del punteggio per ripetute violazioni determinerà il blocco dell'attività e la chiusura dei cantieri.

Termini e condizioni più dettagliati per il funzionamento della patente dovranno poi essere individuati (dopo il confronto con le Regioni) con un decreto del presidente della Repubblica.
In questo modo, sarà creato uno strumento di continua verifica dell'idoneità tecnico-professionale delle imprese edili. La relazione di accompagnamento al decreto correttivo chiarisce, in effetti, che «recependo i pareri di Camera e Senato i quali invitavano il governo a recepire le proposte utili al conseguimento dell'obiettivo di una maggiore attenzione ai profili sostanziali della sicurezza si tende a mettere "fuori mercato" le aziende che abbiano sistematicamente violato le disposizioni legali in materia di sicurezza sul lavoro».
Saranno soprattutto valutati elementi come la realizzazione delle attività di formazione e l'assenza di sanzioni da parte degli organi di vigilanza. Mancanze o deficienze sotto questo punto di vista determineranno una riduzione dei punti assegnati e, in caso di "azzeramento", l'impossibilità per l'impresa o il lavoratore autonomo di operare nel settore.
Il sistema di qualificazione rappresenterà, infine, un titolo preferenziale per l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici.

In questa prospettiva, precisa ancora la relazione, «non intacca le logiche e le procedure del sistema di qualificazione previsto dal decreto legislativo 163/2006 in materia di appalti pubblici, coordinandosi con esso ed integrandolo con specifico riguardo alla salute e sicurezza».